Archivio di dicembre 2013

M42 e Giove dall’Osservatorio di Bellino

Ieri, durante la serata pubblica, ho ripreso nuovamente M42, spronato da Enrico a produrre una nuova immagine di tale nebulosa dall’Osservatorio e con camera modificata.

Dedico questa ripresa al buon amico Enrico e ad una bella famiglia con cinque bambini che ci ha fatto compagnia nonostante il freddo estremo.

m42

Contestualmente, Enrico ed io abbiamo anche ripreso Giove:

Anche l’Hubble Space Telescope, non trova traccia della cometa ISON

Il telescopio spaziale Hubble è stato utilizzato il 18 dicembre per tentare di rintracciare i frammenti della cometa ISON.

Come vedrete nella prossima sequenza, non ha trovato alcuna traccia.

Nei giorni scorsi, diversi astrofili hanno fatto riprese spingendosi oltre la diciottesima magnitudine, senza trovare nulla. Alla distanza della cometa, questo rappresenta frammenti di dimensione ai 150/200 metri.

Di certo l’Hubble Space Telescope si spinge ad una magnitudine nettamente più alta…. per cui se si sono salvati dei frammenti, saranno veramente piccoli. Le maggiori possibilità di osservazione saranno, dopo che la cometa avrà superato l’orbita terrestre, in modo da poter vedere i frammenti dal lato illuminato dal sole.

Il Pic du midi è stato dichiarato ufficialmente “RISERVA DEL CIELO STELLATO”

Giovedì 9 dicembre il “Pic du Midi” è stato dichiarato “Riserva del cielo stellato”.

E’ il primo sito dell’Europa continentale ed il terzo in Europa (gli altri due sono in Galles e Scozia). Il più grande, per estensione, al mondo!

Attualmente sono sei i siti dichiarati “riserve del cielo stellato”:

  •  Parco nazionale del monte Megantic in Canada
  • Parco nazionale Exmoor in Scozia
  • La riserva naturale NamibRand in Namibia
  • La riserva Aoraki Mackenzie in Nuova Zelanda
  • Il Brecon Beacons in Galles

Una “Riserva del cielo stellato” è:

“uno spazio pubblico o privato di grande estensione che gode di un cielo stellato di qualità eccezionale e che è oggetto di una protezione a fini scientifici, educativi, culturale o al fal fine della preservazione della natura”

  • deve avere una zona centrale scura totalmente preservata avere una struttura locale di demarcazione e di protezione a lungo termine sulla zona etichettata in tal modo

Un fatto da non sottovalutare è che i 2/3 della flora e fauna è notturna e l’inquinamento luminosa altera la vita di questi esseri, rendendola più fragile.

Nella riserva si è proceduto con un aggiornamento delle fonti luminose che ha portato ad un risparmio del 60% rispetto alle spese comunemente sostenute per illuminare la medesima area  e a regolare anche le fonti di luci in modo da alterare in maniera minore l’orologio biologico.

Al Pic du Midi la qualità media del cielo è 21.58 (mag/arcsec^2)… un valore eccelso, ma visto con una certa frequenza all’Osservatorio di Bellino (CN) e valli limitrofe… dove è capitato di leggere più di una volta valori superiori a 21.8 mag/arcsec^2. Trattandosi di una scala logaritmica, 0.2 punti decimali rappresentano una differenza del 20%!

notizia originale: http://blog.france3.fr/pyrenees/2013/12/19/le-pic-du-midi-declare-officiellement-premiere-reserve-etoilee-deurope-continentale.html
misure sqm dei siti francesi: http://www.cieldenuit.fr/base_sqm.html

Geminidi 2013, prime triangolazioni

Quest’anno le Geminidi sono state uno sciame meteorico decisamente spettacolare, grazie alle favorevoli condizioni meteorologiche che ci hanno permesso di osservarle in più sere, e all’assenza del disturbo lunare nel momento del picco.

La telecamera sociale dell’AAB e quella gestita da Mario Garberi hanno ripreso centinaia di questi evanescenti oggetti e le prime triangolazioni, realizzate da Ferruccio Zanotti (al quale vanno i nostri AUGURI nel giorno del suo compleanno!), mostrano l’importanza delle nostre postazioni nella copertura dei cieli del Nord Italia.

Non appena saranno disponibili, verranno pubblicati ulteriori dati sullo sciame.

geminidi2013c

Aggiornamento 18/12: incluse solo le Geminidi:

sologeminidi2013parz

 

Il picco delle Geminidi da Cuneo

La telecamera sociale dedita al monitoraggio del cielo e alla triangolazione di meteore (gestita da Paolo Demaria) ha ripreso il 12 dicembre 110 meteore e ieri sera, 13 dicembre (notte del picco delle Geminidi), ben 268!

Questa è somma di tutte le riprese della notte del 13 dicembre:

La nuova nascita di una luna di Saturno?

Il professore Carl Murray della Queen Mary University di Londra ha annunciato questa settimana la scoperta di uno strano oggetto orbitante a fianco dell’anello A.

Nella foto vedete l’anello più esterno F ed il satellite Prometeo al centro del campo. Il primo anello che trovate avvicinandovi al pianeta è l’anello A. Se guardate attentamente il vertice vedrete un piccolo oggetto. Questo è “Peggy” l’oggetto misterioso di cui parleremo oggi.

Ha un diametro di 0.6 km, secondo gli esperti è troppo piccolo per avere le caratteristiche di una luna. Tuttavia, parrebbe essere l’accumulo di materiale attratto gravitazionalmente e se continuasse ad accumulare materiale, potrebbe diventare un nuovo satellite di Saturno. Sarà molto interessante studiare questo oggetto nel prossimo mese quando, per effetto gravitazionale, l’anello A si dovrebbe espandere.

Grazie al satellite Cassini sono stati scoperti molti oggetti di questa dimensione, soprattutto in prossimità della banda F che si è dimostrato molto più dinamico di quello che si pensasse.

Nuove foto da Bellino

Dopo tanta inattività, torno a pubblicare qualche ripresa eseguita da Bellino.

La prima è la “Testa di Strega” con il Telyt (solo poche pose per problemi tecnici di slittamento sulla mia montatura):

strega

La seconda è la cometa Lovejoy sempre al fuoco del Telyt:

lovejoy

L’ultima è la “Running Man” al fuoco dell’RC8 (ripresa domenica primo dicembre, con un seeing pessimo):

running

Una danza cosmica di buchi neri, all’interno della stessa galassia

Un team di astronomi guidato da Chao-Wei Tsai del Jet Propulsion Laboratory della NASA, ha pubblicato una ricerca su Astrophysical Journal in cui annuncia la scoperta di un sistema binari di buchi neri all’interno di una remota galassia a 3.8 miliardi di anni luce di distanza.

Oggi sappiamo che la maggior parte delle galassie ospita nel suo nucleo un buco nero supermassiccio, con masse che arrivano anche ad alcuni miliardi di volte quella del Sole. Quando due galassie si scontrano possono arrivare a fondersi fra loro, formando un nucleo ancora più imponente, composto da un sistema binario di buchi neri.

Il team guidato da Chao-Wei Tsai ha rintracciato questa nuova coppia di buchi neri rianalizzando dei vecchi dati della sonda WISE, dismessa nel 2011. Rintracciata l’anomalia hanno raccolto nuove osservazioni dall’Australian Telescope Compact Array e dal telescopio cileno Gemini Sud, grazie a cui hanno scoperto un fenomeno estremamente particolare: i buchi neri supermassicci al centro delle galassie in genere emettono enormi getti di plasma dalle geometrie piuttosto semplici lungo un asse. In questo caso però la struttura dei getti ha mostrato un’andatura a zig-zag che gli scienziati hanno interpretato proprio come un segno dell’esistenza di due buchi neri nel nucleo della galassia. “Pensiamo che il getto del primo buco nero venga modificato e fatto ondeggiare dalla presenza del secondo, come in una danza con il nastro “, ha detto Chao-Wei Tsai rimanendo nella metafora del ballo. “Se è così, è probabile che i due buchi neri siano piuttosto vicini e gravitazionalmente legati”.

Già intrappolati nel loro tango gravitazionale ma ancora lontani dalla fusione che inevitabile li attende, i due buchi neri volteggiano a una distanza di qualche anno luce. È una situazione piuttosto rara, che potrebbe fornire una finestra privilegiata per lo studio dell’evoluzione dei buchi neri supermassicci prima della loro unione.

L’aurora su Saturno

Eviterò commenti. L’immagine parla direttamente al cuore!

La splendida coda della cometa Lovejoy

La cometa ISON é andata distrutta nel passaggio al perielio, tuttavia abbiamo un’altra bella cometa a tenerci compagnia (ed anche decisamente facile da osservare con un binocolo): la Lovejoy.

Eccola in un mosaico in alta risoluzione, dal giapponese telescopio Subaru.