Archivio di febbraio 2017

L’astronomia, in ambiente MacOS / Linux

Buona giornata.

Questa pagina nasce come promemoria (per uno smemorato come me) e come potenziale aiuto a chi voglia avvicinarsi ai software astronomici in ambiente MacOS o Linux.

Fino a qualche anno fa i sw astronomici in questo ambiente si contavano sulle dita di una mano, erano molto specialistici o a versione estremamente beta ed instabili. Molto è cambiato, tanto che (a mio avviso) oramai ha poco senso avere un computer da campo in ambiente windows (suscettibile di avere un sacco di problemi software), al contrario di una piattaforma basata su unix (ed in particolare linux, per l’ampia disponibilità di eseguibili precompilati e testati).

Riguardo MacOS, il discorso è un poco più critico, molti sw sono disponibili su entrambe le piattaforme, tuttavia in alcuni casi mancano le SDK specifiche (per cui mancano alcune funzioni) o i binari sono più vecchi o, ancora, per quanto siano disponibili i sorgenti… non è immediato compilarli. Esemplare, ad esempio, la situazione di phd (che chi fa foto, indubbiamente conosce per averlo usato… o almeno sentito nominare in ambiente windows). Dalla versione 2 viene sviluppato opensource su piattaforma linux e distribuito anche su windows e mac. La versione linux supporta le indilib (di cui parlerò più avanti) ed alcuni sensori comuni (come le QHY / magzero) la versione windows non supporta le indilib, ma supporta quei sensori… la versione mac non supporta le indilib (per un motivo a me oscuro, visto che le indilib esistono per mac, al contrario che su windows (anche se ne esistono dei port)) e non supporta quei sensori.

Oltre al fatto che utilizzare un portatile mac da oltre 1000 euro e con la scocca in alluminio non è furbissimo in condizioni climatiche comuni all’aperto (freddo ed umidità estrema). Una volta mi è capitato che mi restasse la mano incollata per il freddo ad un treppiede di acciaio… immagino che con l’alluminio sia ancora peggio.

Questo però non vuol dire che non possa essere un’ottima idea un portatile mac per uso astronomico, prendendo alcune precauzioni… soprattutto per la fase elaborativa (i monitor sono ben tarati, l’architettura è costruita molto bene e sono estremamente stabili; se cercate un portatile windows con dischi ssd e monitor della stessa qualità e con il medesimo supporto vi sfido a trovare qualcosa di inferiore ai 3000 euro, mentre un air 13″ facilmente lo trovate al di sotto dei 1000 nuovo… ed in più mantiene un ottimo valore nel tempo, quando lo vorrete rivendere).

Detto questo, in ambiente windows avrete sentito parlare delle librerie astronomiche ASCOM. In ambiente unix hanno sviluppato le INDILIB che fanno la medesima cosa, meglio e con maggiore integrazione. Sono sviluppate da e per osservatori astronomici con grande supporto e sono un pacchetto affidabile per gestire completamente un osservatorio, dai sensori al tetto, persino con soluzioni di automatizzazione su rélé personalizzate.

http://www.indilib.org

Questo è un buon punto di partenza per gestire tutta la vostra attrezzatura astronomica.

A questo punto avrete bisogno di un planetario. Esistono Cartes du ciel (sky chart http://www.ap-i.net/skychart/it/start) e stellarium (http://www.stellarium.org/it/) che conoscerete indubbiamente in ambito windows. Ma meglio ancora è kstars, perché integra totalmente le indilib e permette di gestire totalmente l’osservatorio, comprese riprese, autoguida e puntamento polare. Sotto linux è integrato nell’ambiente kde (che trovate preinstallato su buona parte dei sistemi). Sotto mac si può compilare… oppure scaricare i binari (http://www.indilib.org/forum/ekos/525-ekos-on-mac-os-x.html cercate nelle ultime pagine l’ultima versione disponibile).

Ecco, un consiglio, riguardo linux è quello di utilizzare i repository ufficiali su cui sono installate versioni affidabili e testate, piuttosto che mettervi a pasticciare il sistema operativo con versioni beta. Sotto mac, purtroppo, quasi niente è disponibile sull’app store e se lo è, la versione altrove gratuita è a pagamento (brutta roba).

Se fate planetario in alta risoluzione esistono gli eseguibili per mac sia di Registax che di Autostacker (utilizzano Winery) http://www.williamwinters.com/registax-and-autostakkert-on-osx

Il pacchetto astrometry.net è disponibile, per il solving delle riprese.

Per l’elaborazione delle riprese, come su windows, vi consiglio Pixinsight che è multipiattaforma (e a mio avviso il miglior software di elaborazione astronomica). E’ a pagamento ma vale ogni centesimo… ed è multilicenza. Peraltro supporta le indilib e a breve farà anche l’autoguida (già adesso fa le riprese).

Se volete riprendere un video in alta risoluzione, potete usare Oacapture (http://www.openastroproject.org/tag/oacapture/)

Ed ecco un mio personale consiglio per il muletto astronomico da campo. Comprate un raspberry3. Costa un’inezia, pesa meno, consuma ancora meno. E’ un minipc a cui potete collegare tutta la vostra strumentazione e con rete wifi. Lo alloggiate sulla montatura (quindi niente cavi penzolanti). Ci installate le indilib e poi tramite kstars o altri programmi vi ci collegate da remoto. Fine dei problemi software dell’ultimo minuto ed il mac (se ne avete uno) lo tenete ben protetto in macchina o in casa, mentre il raspberry se ne sta al freddo e alle intemperie).
In alternativa, al raspberry vi collegate con un tablet da remoto. Fine delle paure e dei problemi.

Ecco perché vi dicevo che, a mio avviso, un portatile windows da campo ha poco senso e ne avrà sempre meno, in futuro.

Roberto